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...ecco perché
L’Associazione intende promuovere iniziative mirate a realizzare un’opera di informazione, sensibilizzazione e prevenzione sulla natura delle malattie cerebro-vascolari. Intende inoltre favorire il superamento del grave disagio che l’episodio di ictus cerebrale comporta, facilitando l’inserimento e l’integrazione dei pazienti nella vita sociale anche attraverso un collegamento tra operatori professionali interessati e pazienti o famigliari allo scopo principale di prevenire o limitare i danni e le sofferenze causate dall’ictus cerebrale. (estratto dallo Statuto di A.L.I.Ce. Bologna).
Conoscere l'Ictus
L’ictus è una patologia che ogni anno colpisce ben 5700 persone nella provincia bolognese con un’ inquietante media di ben 15 nuovi casi al giorno.
Allo stato attuale, il rischio di ictus aumenta con l’età, in pratica raddoppia ogni 10 anni a partire dai 45 anni, raggiungendo il valore massimo negli ultra 80enni.
Il rischio di recidiva varia dal 10 al 15% nel primo anno e dal 4 al 9% per ogni anno nei primi 5anni dall’episodio iniziale.
Il progressivo invecchiamento della popolazione e la considerazione che l’incidenza dell’ictus è strettamente correlata all’età, fanno ritenere che in Italia l’incidenza di ictus aumenterà nei prossimi anni: le proiezioni fino al 2016 fanno ritenere che tale aumento sarà circa del 22,2%.
Allo stato attuale, il rischio di ictus aumenta con l’età, in pratica raddoppia ogni 10 anni a partire dai 45 anni, raggiungendo il valore massimo negli ultra 80enni.
Il rischio di recidiva varia dal 10 al 15% nel primo anno e dal 4 al 9% per ogni anno nei primi 5anni dall’episodio iniziale.
Il progressivo invecchiamento della popolazione e la considerazione che l’incidenza dell’ictus è strettamente correlata all’età, fanno ritenere che in Italia l’incidenza di ictus aumenterà nei prossimi anni: le proiezioni fino al 2016 fanno ritenere che tale aumento sarà circa del 22,2%.
Secondo i dati di incidenza italiani possiamo stimare circa 200.000 i nuovi casi all’anno di ictus ed il numero dei soggetti che hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti con esiti più o meno invalidanti è pari circa 913.000.
In Italia l’ictus è la terza causa di morte (o la seconda stando ad alcune stime) dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10-12% di tutti i decessi per anno e rappresenta la principale causa di invalidità.
La mortalità per ictus, dagli anni ’50 ad oggi, si è ridotta in maniera rilevante nei Paesi occidentali, grazie soprattutto al controllo dell’ipertensione arteriosa.
In Italia l’ictus è la terza causa di morte (o la seconda stando ad alcune stime) dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10-12% di tutti i decessi per anno e rappresenta la principale causa di invalidità.
La mortalità per ictus, dagli anni ’50 ad oggi, si è ridotta in maniera rilevante nei Paesi occidentali, grazie soprattutto al controllo dell’ipertensione arteriosa.


