Il post–evento a casa

A CHI CI SI PUÒ RIVOLGERE DOPO IL RITORNO A
CASA?
L’ospedale e i servizi del territorio collaborano per fornire una continuità nell’assistenza, in modo che la dimissione avvenga nelle migliori condizioni possibili. Per tale motivo è opportuno contattare le assistenti del Servizio Sociale Ospedaliero fin dai primi giorni del ricovero.
Il loro compito è informare sui servizi esistenti, aiutare a scegliere quelli più adatti e mettere in contatto le persone con i servizi sociali del territorio.


E’ FREQUENTE CHE UNA PERSONA SIA COSTRETTA
A LETTO DOPO L’ICTUS? COME ASSISTERLA?
No, i casi di persone costrette a letto dopo un ictus sono
rari. La grande maggioranza delle persone, una volta a casa, dovrebbe riprendere, o mantenere, la normale routine quotidiana: alzarsi intorno alle 8, far colazione,
andare in bagno, lavarsi e vestirsi.
La persona dovrebbe mangiare a tavola con il resto della famiglia e fare un breve riposo, a letto, dopo pranzo, di un’ora o due al massimo. Alla sera, dopo cena, potrà guardare
la televisione e andare a letto all’orario consueto.
Restare a letto durante il giorno è opportuno solo in caso di serie complicanze, e su esplicita indicazione del medico curante.
Ulteriori consigli possono essere chiesti alle infermiere e alla fisioterapista.


COSA SIGNIFICA CHE UNA PERSONA È PARZIALMENTE
AUTONOMA E COME AIUTARLA?
Una persona è parzialmente autonoma quando ha bisogno
di aiuto per attività personali della vita quotidiana come mangiare, lavarsi, vestirsi, scendere dal letto, andare in bagno, camminare, fare le scale.

Potete chiedere ulteriori informazioni alla fisioterapista e all’infermiera.


COSA SONO GLI AUSILI, A COSA SERVONO, COME SI
FA AD AVERLI?
Per consigli relativi agli ausili potete chiedere al medico fisiatra ed al fisioterapista.
Gli ausili più importanti sono forniti gratuitamente dall’Azienda USL a chi ha un’invalidità già accertata, o ha, semplicemente, avviato una domanda di assegno di accompagnamento.
La richiesta deve essere compilata dal medico curante o dallo specialista di struttura pubblica ed essere accompagnata dalla ricevuta dell’invalidità o della
domanda di accompagnamento.
Questi documenti devono essere consegnati all’Ufficio Assistenza Protesica del Distretto Sanitario di residenza.
L’impiegato dell’Ufficio farà pervenire la richiesta al fornitore e l’attrezzatura verrà consegnata direttamente a casa, in due o tre giorni. Per la fornitura dei pannoloni è
necessario rivolgersi al Dipartimento di Assistenza Farmaceutica
dell’USL, che li consegnerà a domicilio, nella quantità necessaria.

L’ICTUS MODIFICA IL CARATTERE DELLE PERSONE?
COSA SI PUÒ FARE PER MIGLIORARE I RAPPORTI
IN FAMIGLIA?
No, l’ictus non modifica il carattere, ma alcuni tratti della personalità in maniera transitoria o permanente.
E’ molto facile sentirsi ansiosi, irritabili, arrabbiati nelle settimane
e nei mesi dopo l’ictus. Questo è del tutto normale, soprattutto
se il recupero è lento ed incerto.
Ci si può sentire arrabbiati per ciò che è accaduto, frustrati perché non si può più fare ciò che si faceva prima, spaventati per i vuoti di memoria e le difficoltà di comunicazione.
Si rimpiange la perdita di abilità, una volta considerate scontate, e si cerca di immaginare se mai si recupereranno.
Possono essere presenti improvvisi cambiamenti di umore, che complicano i rapporti all’interno della famiglia.
Anche la famiglia sperimenta sentimenti di rabbia, risentimento, ansia, infelicità e sensi di colpa. Può sentirsi molto ansiosa per la nuova, spiacevole situazione, ed infelice
per il modo in cui la vita sta cambiando. Naturalmente, la famiglia prova anche sensi di colpa per questi sentimenti.
Parlare dei sentimenti e delle preoccupazioni aiuta a star meno male; è consigliabile discuterne apertamente. Se parlare in famiglia è troppo difficile, è utile cercare l’aiuto
di un amico, di un professionista, del medico.
E’ anche importante riprendere a vedere gli amici ed i parenti, uscire di casa per qualche attività piacevole.
Non bisogna cedere a sentimenti di imbarazzo o vergogna per le conseguenze dell’ictus e chiudersi in casa, rifiutandosi di vedere gente.
Ciò rende la vita impossibile per il paziente e per la famiglia.

E’ POSSIBILE RIPRENDERE L’ATTIVITÀ SESSUALE?
Alcune persone, dopo l’ictus, temono di non riuscire ad avere di nuovo un’attività sessuale, altri perdono interesse.
Tutti sono preoccupati che l’attività sessuale possa provocare
un altro ictus.
La maggior parte delle persone possono riprendere la loro
vita sessuale, se lo desiderano. Può essere utile chiedere un consiglio al medico, in caso di pressione alta o emorragia cerebrale recente.
Con la ripresa delle relazioni sessuali si possono incontrare vari problemi legati alla stanchezza, all’ansia, ai farmaci o alla paralisi.
Anche di questi problemi è utile parlare con il medico o con il fisioterapista.


COSA BISOGNA FARE PER RIPRENDE RIPRENDERE A GUIDARE?
L’ictus può alterare la capacità di guidare l’auto. Prima di riprendere a guidare è utile fare una visita presso la Commissione Patenti del Servizio di Igiene Pubblica.
E’ a pagamento e non serve la richiesta del medico curante.
Una persona dichiarata idonea alla guida, ma che presenta una paralisi, dovrà acquistare un’auto adattata.
Tutte le case automobilistiche hanno un servizio di consulenza per la scelta di auto adattate e per le agevolazioni economiche all’acquisto, secondo la normativa vigente.

E’ POSSIBILE RIPRENDERE IL LAVORO?
L’ictus può rendere difficile o impossibile la ripresa del lavoro. Nei limiti del ragionevole, è opportuno rimandare ogni decisione, finché non è ben chiaro di quale entità sarà il recupero.
Non bisogna dimenticare che abbandonare il lavoro può ridurre l’autostima e peggiorare la depressione.
Prima di rinunciare bisogna prendere in considerazione la possibilità di cambiare mansioni, passare ad un lavoro part-time,chiedere l’iscrizione nelle apposite liste di collocamento per persone disabili.
Per questi aspetti potete chiedere informazioni al medico, al logoterapista, al fisioterapista, all’assistente sociale e al patronato di fiducia.

CHE QUALITÀ DI VITA CI SI PUÒ ASPETTARE DOPO
L’ICTUS?
Una volta conclusa la riabilitazione è importante riprendere le relazioni all’interno della famiglia e con gli amici.
Nonostante gli esiti dell’ictus, ci si può proporre di ottenere la migliore qualità di vita possibile. Sia il paziente, che la famiglia, devono trovare il modo di continuare a vivere
dopo l’ictus.
Nei primi mesi, la riabilitazione aiuta a riapprendere vecchie abilità o impararne di nuove. In seguito, una volta viste le reali possibilità di recupero, sarà necessario accettare
le limitazioni imposte dall’ictus e cercare un modo per continuare una vita normale.
Non solo è necessario coltivare le amicizie ed i rapporti all’interno della famiglia, ma anche riprendere le attività precedenti e scoprirne di nuove.

 

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